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Visiva: le connessioni che generano futuro

Visiva è nata come un esperimento immersivo, un modo per raccontare vent’anni di trasformazioni sociali, culturali e politiche attraverso immagini, suoni e parole. Ma fin da subito è diventata molto di più: una rete di persone, esperienze e competenze che insieme hanno dato vita a un progetto collettivo.

All’evento dello scorso 11 aprile, al Salone delle Colonne all’Eur, si sono incontrate professionalità diverse: comunicatori istituzionali, giornalisti, artisti, innovatori, ricercatori, esploratori. Ognuno con il proprio bagaglio, ognuno con la propria prospettiva, tutti uniti dall’idea che la comunicazione sia un filo capace di tessere legami e trasformazioni.

Da questo incontro è nata e si è rafforzata la rivista Visiva – Tracciare Connessioni, che nelle sue prime due edizioni ha ospitato contributi di voci autorevoli come Luigi Coldagelli, Adriano Valentini, Marco Brancaccia, Serena Bianchini, Umberto Croppi, Patrizio Caligiuri, Alberto Luca Recchi, Stefania Divertito, Pierluigi Marini, Sara Robibaro, Alex Moscetta, Enrico Serpieri, Anna Laura Consalvi, Ilaria Salzarulo, Thomas Ducato, Stefano Brinchi, Paolo Lanzoni, Marina Lalli e Andrea Delfini.
Articoli, interviste e approfondimenti che hanno affrontato temi centrali per la società contemporanea: dalla comunicazione sociale alla sanità, dall’innovazione d’impresa alla sostenibilità, dal turismo responsabile alla diplomazia delle parole.

Ogni numero della rivista è diventato così un mosaico corale, dove competenze e sensibilità diverse si intrecciano per restituire una visione autentica e plurale del nostro tempo. Non un racconto dall’alto, ma un dialogo continuo tra chi comunica, chi vive la città e chi la trasforma ogni giorno.

Ed è proprio da queste connessioni — nate tra palco e pagine, tra networking e scrittura — che si apre ora la strada verso Visiva 365, il nuovo Almanacco di Roma. Un progetto che raccoglie e rinnova lo spirito delle persone che hanno reso possibile Visiva, proiettandolo dentro la vita quotidiana della città.Perché Visiva non è mai stata solo un evento o una rivista: è una comunità in movimento, fatta di volti, storie e relazioni che continuano a generare futuro.